Ass. PROFESSION DANCE - Ladispoli (Rm)

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Tecnica Cunningham

La tecnica Cunningham nasce negli Stati Uniti intorno agli anni 50 sulla base delle ricerche condotte dal coreografo e danzatore omonimo Merce Cunningham. La sua è una danza “non narrativa”  che parla di sé stessa e degli elementi che la compongono: tempo, spazio e velocità, che il coreografo americano ha affrontato eliminando ogni tipo di gerarchia e convenzione. Per questo le sue ricerche hanno aperto la strada alla danza contemporanea. Il suo è un approccio quasi scientifico a questa forma d’arte, portato avanti, con estremo coraggio. “Trovare i limiti della danza”.

Cunningham ha teorizzato, e praticato, una totale indipendenza di musica e danza, che rimette queste due forme di espressione sullo stesso piano.

Nuova la concezione dello spazio:con Cunningham non esistono più punti spaziali principali da evidenziare nella composizione coreografica; ogni fronte e ogni direzione viene sperimentata senza preconcetti. La rottura ormai totale della quarta parete della scatola scenica è definitiva in Cunningham. Dall'incontro con la filosofia Zen, Cunningham ha tratto l'idea dell'utilizzo dell'alea, o caso, che è alla base delle change operations, operazioni casuali, con le quali compone la sue coreografie.

 

Tutti questi elementi, lo spazio aperto, l’alea, l’indipendenza dalla musica hanno portato Merce Cunningham a sperimentarne continuamente tutte le possibili combinazioni. Le sue ricerche confluiscono nell’uso della tecnologia, che va dall’inserimento della telecamera, come elemento attivo della danza, a composizioni immaginate solo per il video e la televisione, fino all’utilizzo di avanzati programmi per il computer dove creare il movimento fornendo al software solamente coordinate spaziali e temporali. Questo gli ha permesso di andare alla ricerca di un movimento puro in uno spazio astratto, privo di gravità.

La lezione di tecnica, che prevede un allenamento muscolare intenso e completo, è stato adattato ai corpi dei giovani danzatori che si stanno formando, e in più comprende anche l'inserimento di esperienze che si basano su quegli elementi che come è stato detto hanno caratterizzato le ricerche del coreografo americano e che hanno il pregio di aprire la mente dell'allievo a 360° in quanto richiedono una partecipazione attiva al processo artistico.

Docente PROFESSION DANCE a.a. 2009-'10: Prof.ssa Diletta D'Alberto


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